Che cos’hanno in comune Percy Shelley e Antonio Gramsci? Due pensatori apparentemente così distanti tra di loro? Sono entrambi sepolti a Roma nel cimitero acatollico, davanti alla Piramide Cestia, e sono entrambi i protagonisti di due splendidi ritratti in un luogo un po’ insolito della Capitale: un sottopassaggio.

Il sottopasso in questione si trova sulla via Ostiense poco prima dell’incrocio con via del Porto Fluviale, nelle strettissime vicinanze dei già citati cimitero acatollico e Piramide Cestia, ed è stato trasformato nel 2013 in una enorme galleria di opere d’arte. Opere di Street Art.

La Street Art nasce negli Stati Uniti negli anni 80 e arriva in Italia nei primi anni 90. Lo Street Artist lavora sulla capacità di scuotere la città dal torpore della civiltà moderna e riqualificare quegli spazi che sono marginali, fatiscenti, abbandonati. Nelle opere di questi artisti, rispetto al Writing che si poneva in aperta antitesi con le città viste come specchio di una società che li esclude e li emargina, c’è la voglia di (ri)costruire un dialogo con gli abitanti dei centri urbani partendo proprio dalle superfici degli edifici del Quartiere centro pulsante della comunità cittadina.

Le radici di questa vera e propria corrente artistico-culturale sono tante e varie: dalla cultura underground alla Pop Art, dai Murales Messicani di Diego Rivera all’arte murale preistorica.

I due ritratti di Shelley e Gramsci sono opera dello Street Artist toscano Ozmo e fanno parte di un intervento di riqualificazione dello spazio urbano di via Ostiense, insieme ad una crew di altri Street Artist: Moneyless, Gaia, 2501, Tellas, Martina Merlini e Andreco. Promosso dall’associazione 999Contemporary, curata da Stefano S. Antonelli con il patrocinio del VIII Municipio.

Ozmo pseudonimo di Gionata Gesi, ha una formazione accademica classica e il suo lavoro si caratterizza per l’utilizzo ed il mix di diversi linguaggi figurativi e fonti iconografiche. Durante il corso degli anni è passato dal graffitismo al writing, dalla pittura ad olio alla Street Art.

Nei due murales di Shelley e Gramsci (acrilico sul cemento) gli elementi del passato si fondono con suggestioni contemporanee. Il sottopassaggio come in un’operazione dadaista diventa una galleria dove esporre i ritratti di due straordinari pensatori sepolti in un luogo simbolo del quartiere. Il realismo grafico ottenuto tramite la pittura acrilica attualizza le forme classiche del ritratto ad olio in un dialogo con la città che si svolge contemporaneamente, nel passato e nel presente.

Le immagini effimere sui muri della città, come nuovi affreschi, riannodano il filo della Storia del centro abitato con quella dei suoi cittadini che vivono in quelle strade e in quei luoghi finalmente riappacificati in un nuovo contesto urbano.

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