Ultima regina d’Egitto, Cleopatra regnò dal 52 al 30 a.C.

Salita al trono alla morte del padre, il faraone Tolomeo XII Aulete, si dimostrò da subito una donna forte e indipendente, portando avanti una politica espansiva e accentratrice, nonostante il continuo avanzare dell’egemonia della Repubblica romana nel Mediterraneo.

La svolta nella sua vita avvenne nel 48 a.C., quando incontrò per la prima volta Cesare, giunto in Egitto all’inseguimento del suo rivale Pompeo. Il dittatore fu immediatamente affascinato dalla regina, dal suo carisma e dalla sua magnetica personalità. Educata fin da giovanissima nei campi più disparati del sapere, inclusi la medicina, la fisica e la farmacologia, Cleopatra parlava svariate lingue fra cui il Greco e il Latino ed era stata in grado di affermarsi come regina nonostante l’ostilità e le invidie da parte delle alte sfere generate dal suo essere donna.

La regina e il dittatore diedero vita ad una delle relazioni più celebri dell’antichità, che culminò nella nascita di un figlio chiamato Tolomeo Cesare proprio a suggellare l’unione tra la dinastia egizia (i Tolomei) e la Gens Iulia cui Cesare apparteneva.

Nel 46 Cleopatra raggiunse Cesare a Roma, per rinsaldare ulteriormente l’alleanza politica tra Roma e l’Egitto. La città fu investita dalla personalità unica della regina, che divenne ben presto protagonista dei salotti romani, ammirata, criticata e odiata allo stesso tempo. Influenzò la moda indossando semplici ma conturbanti vesti in lino che ricordavano molto quelle delle sacerdotesse egizie, ma sfoggiando anche vesti sofisticate ed abiti in rosso e giallo per omaggiare con questi colori Roma. La gente del popolo impazziva d’entusiasmo quando la regina compariva nei Saepta di Campo Marzio o nel Foro, mentre l’élite più conservatrice cominciò a considerarla una minaccia per l’integrità della morale e dei costumi tradizionali.

Proprio l’ostilità della nobiltà senatoria dà la misura dell’unicità di Cleopatra. I vecchi conservatori avevano infatti capito ben presto che non si trovavano davanti ad un personaggio vacuo, tutto apparenza e niente sostanza (oggi diremmo un “fenomeno social” …), ma ad una donna decisa, determinata e consapevole del suo ruolo, che usava il suo innato fascino non per futili frivolezze, ma per trattare da pari con le personalità politiche più importanti dell’epoca, riuscendo in tal modo ad ottenere ciò che serviva per mantenere l’Egitto fra le potenze del Mediterraneo.

Anche se agli occhi dei poeti Cleopatra era bellissima, oggi il giudizio sull’ avvenenza fisica della regina è molto meno incline all’esaltazione. Come detto, erano l’acume, l’intelligenza, l’anticonformismo e il senso di libertà a tradursi in qualità che nessun’altra matrona romana conosceva e a renderla irresistibile.

Dopo la morte di Cesare nel 44 a.C. tornò in Egitto, ma la sua fortuna non tramontò con l’uscita di scena del dittatore. Nel caos della guerra civile che seguì le famigerate Idi di Marzo riuscì infatti a portare dalla sua parte Marco Antonio, anch’egli ammaliato dal fascino della regina al punto di schierarsi al suo fianco contro l’esercito di Roma. Nel 31 a.C. la sconfitta nella battaglia di Azio segnò il tramonto: i due amanti si suicidarono, Antonio trafiggendosi con la spada, Cleopatra con il celeberrimo morso di un aspide.

Se la morte mise fine alla vicenda terrena di Cleopatra e al suo sogno di un Egitto ancora grande e indipendente, essa tuttavia la proiettò nel mito eterno, quello di una donna che seppe prendere in mano il suo destino e difendere la sua libertà fino alle estreme conseguenze.

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