Costruito all’inizio del XVI secolo, il palazzo su via del Corso divenne proprietà di Olimpia Aldobrandini nel 1638 come parte della sua dote in occasione delle nozze con Camillo Pamphilj. Il principe ampliò considerevolmente sia il palazzo che la collezione di famiglia, con capolavori di maestri come Raffaello, Tiziano e Velasquez. Nel 1671 Anna Pamphilj sposò il nobile genovese Giovanni Andrea III Doria Landi, dando luogo alla fusione delle due famiglie.

Parzialmente convertito in museo e aperto al pubblico nel 1950, il palazzo costituisce ancora oggi la residenza dei Doria Pamphilj. Il suo allestimento di quadri e arredi è assolutamente fedele al gusto del Settecento, offrendo così un’atmosfera analoga a quella che respiravano gli ospiti dell’epoca.

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